<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Maio Project</title>
	<atom:link href="http://www.maioproject.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.maioproject.org</link>
	<description>Multimedia Arts Irpinian Organism</description>
	<lastBuildDate>Mon, 14 May 2012 17:21:58 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=</generator>
		<item>
		<title>Scandalo F-35: l&#8217;Italia spende 17 miliardi per aerei difettosi!</title>
		<link>http://www.maioproject.org/maio-project/scandalo-f-35-litalia-spende-17-miliardi-per-aerei-difettosi/</link>
		<comments>http://www.maioproject.org/maio-project/scandalo-f-35-litalia-spende-17-miliardi-per-aerei-difettosi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 17:21:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[maio project]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.maioproject.org/?p=1460</guid>
		<description><![CDATA[L’ultimo dossier del US Government Accountability Office (la Corte dei Conti americana), reso pubblico il 20 marzo scorso è destinato a scoperchiare la più grande truffa della storia militare americana...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.maioproject.org/wp-content/uploads/2012/05/NO_F-35.jpg" rel="lightbox[1460]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1461" title="NO_F-35" src="http://www.maioproject.org/wp-content/uploads/2012/05/NO_F-35-188x138.jpg" alt="" width="188" height="138" /></a>L’ultimo dossier del US Government Accountability Office (la Corte  dei Conti americana), reso pubblico il 20 marzo scorso è destinato a  scoperchiare la più grande truffa della storia militare americana (e  italiana). E il governo Monti sapeva&#8230;<br />
</em></p>
<p>Il rapporto è dedicato al programma Joint Fight Striker,  ossia la realizzazione dei cacciabombarderi F-35 costata fino ad oggi  170 miliardi, <strong>17 miliardi (praticamente il costo di una manovra economica) alla sola Italia </strong>.  Il rapporto dei “contabili” di Washington dice una cosa molto chiara e  inquietante: la produzione degli F35 (compresi i 135, poi diventati 90,  che il nostro governo ha precipitosamente acquistato) è iniziata con la  pratica della “concurrency”, ossia quando ancora gli studi, i test a  terra e in volo, i collaudi dei singoli componenti non si erano  conclusi. Con una conseguenza clamorosa: <strong>i cacciabombardieri sono difettosi.</strong></p>
<p>“Il design dell’F35 -spiega il rapporto- è quasi certamente da  rifare, perché  l’apparecchio non vola bene, dà ‘scossoni”; esiste “il  rischio che l’aereo possa non svolgere le funzioni chiave di  combattimento per il quale è stato ideato”, che  ”la trasmissione dati  tra elmetto e aereo avviene con lentezza e con scarsa affidabilità,  tanto da mettere a repentaglio la capacità di pilotare l’F35 in  situazioni di combattimento” e<strong> “solo il 4% dei requisiti di sistema per le missioni per la piena operatività sono stati pienamente verificati”.</strong> Insomma, il governo italiano ha buttato via 17 miliardi di euro per  acquistare  degli aerei bluff, non verificati nel 96% dei suoi  componenti, con gravi errori di progettazione che, negli ultimi tre anni  <strong>hanno fatto lievitare il costo del progetto di circa 15 miliardi di dollari</strong> cui si aggiungeranno <strong>altri 13 miliardi di dollari l’anno da qui al 2035</strong>.  E’ come se acquistaste una macchina e vi dicessero che però è tutta da  rifare (a carico vostro). Insomma, un pozzo senza fondo in cui è caduta  incredibilmente anche l’Italia e che sposta miliardi di euro di risorse  pubbliche dallo stato sociale alle tasche delle industrie belliche. <strong>Un bel regalo per l’americana Lockheed Martin, capofila del progetto e per Alenia Aeronautica (gruppo Finmeccanica).</strong></p>
<p><a href="http://www.gao.gov/products/GAO-12-525T" target="_blank">Ecco il rapporto</a> della Corte dei Conti americana</p>
<p>Il mese successivo alla pubblicazione del rapporto, ad aprile 2012,  venuto a conoscenza delle gravi implicazioni economiche del progetto, <strong>il governo canadese ne è uscito velocemente:</strong></p>
<p><a href="http://www.f-16.net/news_article4545.html" target="_blank">Ecco il documento del governo canadese</a></p>
<p>Ma già a dicembre 2011, <a href="http://www.aviationweek.com/Blogs.aspx?plckBlogId=Blog:27ec4a53-dcc8-42d0-bd3a-01329aef79a7&amp;plckController=Blog&amp;plckScript=blogScript&amp;plckElementId=blogDest&amp;plckBlogPage=BlogViewPost&amp;plckPostId=Blog%253a27ec4a53-dcc8-42d0-bd3a-01329aef79a7Post%253abcb29d8f-6a85-40c5-8f1d-c84d20afe997" target="_blank">un resoconto di Aviation week</a> metteva in guardia sulla reale efficacia operativa degli F-35, cosa che  peraltro, nei suoi rapporti pubblici, la Corte dei Conti americana fa  ormai da anni: “Gli effetti della concurrency -scrive l’US Government  Accountability Office ”sono apparsi particolarmente evidenti nel 2011,  quando il programma JSF è incorso in un aggravio di spesa per  risistemare apparecchi già costruiti correggendo difetti scoperti  durante i test successivi”</p>
<p><strong><a href="http://violapost.it/?p=7351" target="_blank">*  Viola Post</a></strong></p>
<p><strong>E dunque il governo Monti sapeva</strong> ma non ha informato i cittadini quando, nel febbraio del 2012, nel bel mezzo di una crisi economica senza precedenti, <strong>il ministro “tecnico” della Difesa, l’ammiraglio Giampaolo Di Paola (foto a destra), aveva annunciato pomposamente</strong> che l’Italia avrebbe acquistato solo 90 F35, invece dei 131 inizialmente prenotati<strong>,</strong> così da ottenere un risparmio di cinque miliardi di euro: una clamorosa  menzogna, smentita dalla preoccupante escalation dei costi prevista nel  rapporto americano, di cui il ministro “tecnico” (?) Di Paola era già a  conoscenza e che ha volutamente omesso. <strong>Un genio: 17 miliardi di euro (di cui 2 miliardi e mezzo già pagati alle imprese)</strong> per 90 caccia non solo inutili ma anche difettosi. <strong>E adesso chi paga?</strong></p>
<p>13 maggio 2012</p>
<p>di Massimo Malerba</p>
<p>www.articolo21.org</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.maioproject.org/maio-project/scandalo-f-35-litalia-spende-17-miliardi-per-aerei-difettosi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sovranità alimentare: la FAO approva diritto alla terra!</title>
		<link>http://www.maioproject.org/maio-project/sovranita-alimentare-la-fao-approva-diritto-alla-terra/</link>
		<comments>http://www.maioproject.org/maio-project/sovranita-alimentare-la-fao-approva-diritto-alla-terra/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 May 2012 17:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[maio project]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.maioproject.org/?p=1454</guid>
		<description><![CDATA[Ratificate dopo tre anni di negoziati le linee guida sulla gestione fondaria. Un documento innovativo che predilige l&#8217;accesso per i piccoli produttori e i gruppi informali e pone limiti agli...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.maioproject.org/wp-content/uploads/2012/05/index.jpg" rel="lightbox[1454]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1455" title="index" src="http://www.maioproject.org/wp-content/uploads/2012/05/index-188x126.jpg" alt="" width="188" height="126" /></a>Ratificate dopo tre anni di negoziati le linee guida sulla gestione fondaria. Un documento innovativo che predilige l&#8217;accesso per i piccoli produttori e i gruppi informali e pone limiti agli investimenti dei grandi gruppi dell&#8217;agro-business. Un unico problema: spetterà ora ai governi implementarlo come norma di legge, essendo il testo non vincolante.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><strong>Focus sulla sovranità alimentare, sui piccoli produttori, sui gruppi più disagiati</strong>. Accento sul diritto consuetudinario, in virtù del quale molti di questi gruppi usano la terra anche senza detenere veri titoli di proprietà. Riserve sugli investimenti e sulle acquisizioni su larga scala, «che non devono produrre ulteriore insicurezza alimentare». Un nuovo assetto di diritti è stato definito ieri dall&#8217;approvazione delle «linee guida volontarie sull&#8217;accesso alla terra» nella sede centrale di Roma della Fao. Risultato di un negoziato che si è protratto per tre anni e ha visto la partecipazione dei governi, del settore privato, ma anche della società civile, il testo ha un carattere estremamente<br />
innovativo, tanto più in un momento in cui la terra è diventata un nuovo asset su cui si stanno spostando miliardi di dollari di investimenti in fuga dal mercato azionario e finanziario. In un mondo in cui l&#8217;espressione «land grabbing» è ormai entrata nell&#8217;uso comune per definire l&#8217;accaparramento di aree coltivabili nel sud del mondo da parte di grandi gruppi, l&#8217;approvazione delle linee guida rappresenta un&#8217;interessante inversione di tendenza. E in parte anche una<br />
presa di coscienza: pur non condannando apertamente le acquisizioni di vaste porzioni di terra in paesi dalla scarsa governance da parte di gruppi stranieri, le linee guida affermano comunque che «gli stati dovrebbero promuovere una serie di modelli di investimento che non risultino nel trasferimento su larga scala di diritti fondiari a investitori e dovrebbero incoraggiare partnership con piccoli proprietari locali».<br />
<strong>«Si tratta di un svolta storica»</strong>, ha sottolineato il direttore generale della Fao, il brasiliano José Graziano Da Silva. «Come ogni svolta è un punto di partenza, non di arrivo». Perché le linee sono appunto volontarie: non hanno meccanismi vincolanti né sanzionatori per quegli stati o soggetti privati che non volessero rispettarle. Sono invece un quadro di riferimento a cui possono rifarsi i singoli governi per implementarle sul terreno. La massiccia partecipazione ai negoziati &#8211; condotti nel corso di questi anni nell&#8217;ambito del Comitato per la sicurezza alimentare (Cfs) della Fao &#8211; costituisce da questo punto di vista un buon avvio: i paesi hanno partecipato attivamente alle trattative, hanno investito forze e risorse, si sono impegnati in prima linea.<br />
«Questo processo inclusivo è di buon auspicio per una futura implementazione reale delle linee guida», ha affermato il presidente di turno del Cfs, il nigeriano Yaya Olaniran.<br />
<strong>Le linee guida affrontano una vasta gamma di questioni</strong>, tra cui il riconoscimento e la protezione dei legittimi diritti fondiari, anche nei sistemi informali. Stabiliscono la restituzione delle terre a quanti sono stati sfollati illegittimamente. Affermano i diritti delle comunità indigene e di gruppi vulnerabili. Definiscono garanzie perché gli investimenti fondiari avvengano in maniera responsabile e trasparente. Prevedono meccanismi di risoluzione delle dispute sui diritti di proprietà e si pongono il problema dell&#8217;espansione delle aree urbane verso le campagne.</p>
<p>«La mucca che mastica molto dà il latte migliore», ha scherzato in conferenza stampa Angel Strapazzon, riferendosi al lungo negoziato che ha portato all&#8217;approvazione del testo di 40 pagine disponibile ora in sei lingue sul sito della Fao. «Il processo è stato lungo, faticoso e bellissimo. Abbiamo imparato tutti moltissimo». Questo coltivatore argentino e rappresentante di <strong>Via Campesina</strong> &#8211; la sigla che consorzia organizzazioni contadine del mondo intero &#8211; ha esaltato l&#8217;ottimo risultato raggiunto e ringraziato tutti coloro che hanno preso parte ai lavori, in primis «i governi che ci hanno ascoltato, con i quali abbiamo stabilito una dialettica positiva e abbiamo trovato una posizione comune».<br />
In un comunicato congiunto, 50 organizzazioni non governative si sono rallegrate del «processo adottato per lo sviluppo delle linee guida che ha permesso la partecipazione a tutti i livelli della società civile, e in particolare dei piccoli produttori agricoli». Al contempo, hanno annunciato la loro intenzione di «lavorare perché le linee guida siano implementate in un modo che rafforzi i diritti dei piccoli produttori» e il loro impegno a «usarle come uno strumento per portare avanti le nostre lotte». Un punto di partenza, appunto, per un futuro che resta tutto da scrivere.</p>
<p>Fonte: STEFANO LIBERTI &#8211; il Manifesto<br />
Sabato 12 Maggio 2012</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.maioproject.org/maio-project/sovranita-alimentare-la-fao-approva-diritto-alla-terra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>TRILATERAL: &#8220;Monti (non) l&#8217;abbiamo nominato noi&#8221;!</title>
		<link>http://www.maioproject.org/maio-project/confessione-trilateral-monti-non-labbiamo-nominato-noi/</link>
		<comments>http://www.maioproject.org/maio-project/confessione-trilateral-monti-non-labbiamo-nominato-noi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 May 2012 15:29:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[maio project]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.maioproject.org/?p=1443</guid>
		<description><![CDATA[Intervista &#8220;choc&#8221; sul ‘Fatto Quotidiano’ di qualche giorno fa:  Il capo italiano della Trilateral ed ex Rettore della Bocconi Paolo Secchi lo dice chiaro e tondo: Monti è uno dei...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em></p>
<div id="attachment_1446" class="wp-caption alignleft" style="width: 198px"><a href="http://www.maioproject.org/wp-content/uploads/2012/05/logia.jpg" rel="lightbox[1443]"><img class="size-medium wp-image-1446 " title="logia" src="http://www.maioproject.org/wp-content/uploads/2012/05/logia-188x114.jpg" alt="" width="188" height="114" /></a><p class="wp-caption-text">ph. Candela @ Cuba</p></div>
<p></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Intervista &#8220;choc&#8221; sul ‘Fatto Quotidiano’ di qualche giorno fa:  Il capo italiano della Trilateral ed ex  Rettore della Bocconi Paolo Secchi lo dice chiaro e tondo: Monti è uno  dei nostri, quando è stato nominato eravamo riuniti”!</em></p>
<p>I motivi di questa intervista e di queste dichiarazioni non è dato saperli, chiaro però è l&#8217;intendo del Secchi di mandare messaggi a qualcuno. Rimane poi evidente l’influenza di circoli supersegreti some la  Commissione Trilaterale e il Club Bilderberg, che agiscono dietro le  quinte della politica determinandone le  decisioni.</p>
<p>A conferma di ciò il fatto che tutte le più importanti decisioni di  politica economico-finanziaria assunte dal Governo di Monti (con il tramite di Napolitano) vadano nell’esatta direzione del &#8220;lifestyle&#8221;di questi circoli &#8220;segreti&#8221;,  in Italia come in Grecia. Ossia sostituire quel che rimane della democrazia  rappresentativa parlamentare con la dittatura fascista dell’alta finanza.</p>
<p><strong>Di seguito l&#8217;intervista del &#8220;Fatto&#8221;, tratta da www.comedonchisciotte.org, qui invece i componenti della commissione Trilaterale per l&#8217;Europa, aggiornati all&#8217;Aprile 2012 (tra cui compare anche il riferimento ufficiale a Monti, a conferma du quanto detto in precedenza): <a href="http://www.trilateral.org/download/file/EU_list_4-12.pdf">http://www.trilateral.org/download/file/EU_list_4-12.pdf</a></strong></p>
<p><span>Vuol sapere un segreto?”, dice Carlo Secchi con la  voce impastata durante un’ora di colloquio a murare domande e  tramandare leggende. La Commissione Trilateral, origine americana e  desideri di tecnocrazia, dollari e diplomazia, maneggia sapientemente i  segreti. Secchi è il presidente italiano, nonché ex rettore  all’Università Bocconi e consigliere d’amministrazione di sei società  quotate in Borsa tra cui Italcementi, Mediaset e Pirelli: “Quando il  nostro reggente europeo Mario Monti ha ricevuto l’incarico dal  Quirinale, e stava per formare il governo, noi eravamo riuniti: curiosa  coincidenza, non l’abbiamo scelto noi”. Questo è un tentativo di  respingere i complotti che inseguono la Commissione.</span></p>
<p><strong>Monti premier, promosso o bocciato?</strong></p>
<p>La Trilateral guarda l’Italia con grande interesse. Tutti sono contenti e  ammirati per il lavoro di Mario Monti. È inevitabile che ci sia  un’ottima considerazione del premier, che è stato un apprezzato  presidente del gruppo europeo.</p>
<p>Prima osservava e giudicava, ora è osservato e viene giudicato.</p>
<p>Ovviamente i princìpi di fondo – su economia, finanza, riforme,  bilancio, sviluppo – sono ancora condivisi. Mario non li ha rinnegati:  c’è continuità fra il Monti in Commissione Trilateral e il Monti a  Palazzo Chigi.<br />
È un fatto positivo. Non è l’unico che passa per le nostre stanze: da  Jimmy Carter a Bill Clinton, da Romano Prodi fino al greco Lucas  Papademos.</p>
<p><strong>Cos’è la Trilateral?</strong></p>
<p>Una storia di quarant’anni, a breve onoreremo l’intuizione del banchiere  David Rockefeller e le visioni di Henry Kissinger. Avevamo una  struttura tripolare che rispettava i poteri di un secolo fa: americani,  canadesi e messicani; l’Europa democratica, cioè occidentale; Giappone e  Corea del Sud. Adesso ci spingiamo verso i paesi orientali, quelli più  rampanti: India e Cina, Singapore e Indonesia. Siamo una specie di G-20  allargato. La Croazia è l’ultima ammessa.</p>
<p><strong>Che ruolo giocate?</strong></p>
<p>Favorire il dialogo su temi di carattere economico e geopolitico.  Vogliamo coniugare l’interesse fra le istituzioni e gli affari.</p>
<p><strong>Bella definizione, teorica però. Chi seleziona i componenti?</strong></p>
<p>Siamo divisi in gruppi continentali e nazionali con un numero limitato.  In Europa non possiamo superare i 200 membri, mentre in Italia siamo 18.  Posso citare, per fare un esempio, Marco Tronchetti Provera (Pirelli),  Enrico Tomaso Cucchiani (Intesa), John Elkann (Fiat). Io sono entrato  come rettore della Bocconi.</p>
<p>Chi si dimette fa un nome per la successione, ma si cercano figure simili. Soltanto un banchiere può sostituire un banchiere.</p>
<p>Il nostro disegno è quello di contenere la società italiana: professori  universitari, esperti militari, ambasciatori, imprenditori, politici,  giornalisti. Ci vediamo due volte all’anno con vari argomenti da  approfondire e cerchiamo di trovare una soluzione. Lanciamo idee.</p>
<p><strong>E chi le raccoglie?</strong></p>
<p>Ciascuno di noi ha un collegamento con le istituzioni. Il nostro presidente può chiedere un incontro con i commissari europei.</p>
<p>Noi elaboriamo proposte, non facciamo pressioni. Non votiamo mai per un nostro piano, discutiamo, punto.</p>
<p><strong>Differenze con il Club Bilderberg?</strong></p>
<p>Le nostre porte sono più aperte, c’è un profondo ricambio generazionale.  A volte si può assistere ai dibattiti, invitiamo personalità a noi  vicine, ma con un divieto assoluto: non è permesso riportare  dichiarazioni all’esterno. Questo serve a garantire la nostra libertà.</p>
<p><strong>C’è tanta massoneria fra di voi?</strong></p>
<p>Personalmente non me ne sono accorto, può darsi che qualcuno dei membri  maschi sia massone. Non c’è nulla, però, che rimandi a una loggia. Più  che i grembiulini, noi indossiamo una rete: è chiaro che, avendo  numerosi contatti sparsi ovunque, ci si aiuti a vicenda.</p>
<p><strong>Come influenzate i governi?</strong></p>
<p>Soltanto in maniera indiretta, non abbiamo emissari, non siamo un sindacato né un partito. Non mi piace il verbo influenzare.</p>
<p>Ma non posso negare che le nostre conoscenze siano ampie.</p>
<p><strong>Scommettete contro l’Euro morente?</strong></p>
<p>Non posso portare fuori il pensiero interno alla Trilateral. Posso  raccontare spezzoni, elementi messi insieme durante l’ultima assemblea  di Tokyo. Quando ragioniamo sull’euro ci rendiamo conto che siamo di  fronte a una creatura incompiuta e quindi consigliamo un mercato europeo  comune, non soltanto una moneta.</p>
<p><strong>Previsioni?</strong></p>
<p>La Cina è un chiodo fisso, a Tokyo è stata protagonista. Cina vuol dire  crescita e integrazione, e il timore che quel mezzo potentissimo possa  rallentare. Invece gli americani si sentono tranquilli, ma credono che  l’Europa sia un po’ lenta a risolvere i suoi problemi e sono molto  insoddisfatti di Bruxelles.</p>
<p><strong>Meglio i tecnici o i politici al governo?</strong></p>
<p>Ci sono tecnici ad Atene e Roma.</p>
<p>Papademos e Monti, due ex illustri esponenti della Trilateral.</p>
<p>Il prossimo modello, forse anche in Italia, sarà una coalizione  trasversale come in Germania. Poi cambia poco se i ministri saranno o no  dei partiti.</p>
<p><strong>Quali sono i vostri amici nel governo italiano?</strong></p>
<p>Oltre a Monti e al sottosegretario Marta Dassù (Esteri), per motivi  professionali, dico i ministri Lorenzo Ornaghi (Cultura) e Corrado  Passera (Sviluppo economico).</p>
<p><strong>La Trilateral è potente perché misteriosa?</strong></p>
<p>Siamo semplicemente una rete forte, la migliore al mondo. Non prendiamo  direttamente decisioni importanti, ma ci siamo sempre nei momenti più  delicati. Jimmy Carter non è diventato presidente perché era il capo  americano: una volta alla Casa Bianca, però, sapeva di avere un gruppo  di persone con cui consigliarsi.</p>
<p>Carlo Tecce<br />
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it<br />
26.04.2012</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.maioproject.org/maio-project/confessione-trilateral-monti-non-labbiamo-nominato-noi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Aspartame, rimedio dolce-amaro</title>
		<link>http://www.maioproject.org/maio-project/aspartame-rimedio-dolce-amaro/</link>
		<comments>http://www.maioproject.org/maio-project/aspartame-rimedio-dolce-amaro/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 May 2012 10:34:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[maio project]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.maioproject.org/?p=1437</guid>
		<description><![CDATA[Alleato piu&#8217; che pubblicizzato di tutte le diete, protagonista di bevande e caramelle, snack dietetici e barrette di ogni tipo, l&#8217;aspartame e&#8217; sempre piu&#8217; al centro di ricerche mediche che...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.maioproject.org/wp-content/uploads/2012/05/pronto-soccorso.jpg" rel="lightbox[1437]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1438" title="-pronto-soccorso" src="http://www.maioproject.org/wp-content/uploads/2012/05/pronto-soccorso-188x126.jpg" alt="" width="188" height="126" /></a>Alleato piu&#8217; che pubblicizzato di tutte le diete, protagonista di bevande e caramelle, snack dietetici e barrette di ogni tipo, l&#8217;aspartame e&#8217; sempre piu&#8217; al centro di ricerche mediche che ne attesterebbero la pericolosita&#8217; per la nostra salute.</em></p>
<p>Ci ha pensato l&#8217;ultima puntata di <em>Report </em>a ricordare al pubblico gli inquietanti risultati dimostrati dall&#8217;Istituto Ramazzini nel corso dei suoi esperimenti su una colonia di ratti trattata in laboratorio con aspartame. Ricerche ed evidenze di cui nessuno sa &#8211; se non attraverso i siti della controinformazione &#8211; e che sono state tranquillamente riposte in un cassetto nell&#8217;imperturbabile silenzio delle autorita&#8217; preposte alla tutela della salute pubblica che, va ricordato, in nulla hanno osteggiato la diffusione commerciale del prodotto rimasto a disposizione di tutti, grandi e piccini.</p>
<p><strong>L&#8217;Istituto Ramazzini, con una ricerca mirata sul sucralosio</strong>, ha evidenziato nelle cavie decedute, attraverso i relativi rilievi autoptici, un incremento di linfomi e leucemie anche con un tasso di aspartame inferiore a quello previsto per gli uomini, ovvero 20 mg/kg di peso corporeo. La corrispondenza di aspartame e tumori maligni (responsabile anche le dosi di metanolo che sprigiona nell&#8217;organismo) e&#8217; stata quindi rilevata anche a partire da dosi inferiori a quelle ritenute ammissibili per gli essere umani.</p>
<p>Questo avrebbe dovuto almeno destare un legittimo sospetto e indurre, se non ad un  divieto che dovrebbe allora riguardare tanto altro cibo ingerito (come la carne agli estrogeni) ad un atteggiamento di prudenza e di cautela e, inevitabilmente, ad un programma di informazione ed educazione alimentare. Nulla di tutto questo e&#8217; avvenuto se non una denuncia di terrorismo scientifico contro una delle maggiori Istituzioni di ricerca e studio dell&#8217;oncologia del nostro Paese. L&#8217;Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro (IARC) dell&#8217;Organizzazione mondiale della Sanita&#8217; ribadisce peraltro che tutti gli agenti considerati cancerogeni, anche quando sono presenti in dosi non alte, non possono mai essere considerati non dannosi per la salute dell&#8217;uomo.</p>
<p><strong>Dopo la denuncia andata in onda su Rai3 nella commissione Affari Sociali della Camera</strong>, il PD ha posto al Ministro Balduzzi l&#8217;urgenza di fare chiarezza sulla sostanza che peraltro e&#8217; presente anche in moltissimi prodotti farmaceutici, compresi quelli pediatrici. Il Ministro della Salute si e&#8217; sempre interessato di altro. Non troppo tempo fa aveva proposto di super tassare le industrie che producono prodotti extra dolcificati con l&#8217;obiettivo di intervenire sulla patologia dell&#8217;obesita&#8217; e in cambio di metterci a tavola l&#8217;incantesimo dei prodotti dolci, ma ipocalorici.</p>
<p><strong>Una stranezza che meriterebbe qualche attenzione in piu&#8217;</strong>, visto che la formula magica del dolce che non e&#8217; zucchero e&#8217; proprio tutta concentrata sull&#8217;aspartame e i suoi parenti. La sola vaga possibilita&#8217; di consegnare la popolazione tutta ad un rischio di cancro dovrebbe rappresentare un elemento sufficiente di analisi e di stop alla diffusione dei prodotti. Ma evidentemente la richiesta di prudenza viene ritenuta ormai solo il delirio di qualche integralista anti occidentale.</p>
<p><strong>La storia della commercializzazione dell&#8217;aspartame dalle sue origini</strong> e&#8217; stata tutt&#8217;altro che semplice e il battesimo della sua non pericolosita&#8217; arrivo&#8217; con Reagan e il cambio del direttore della Food and drug administration. A beneficiarne fu Donald Rumsfeld, all&#8217;epoca amministratore delegato della casa produttrice di aspartame (e in seguito Segretario alla Difesa dell&#8217;Amministrazione Bush). Oggi in Europa torna con urgenza il bisogno di aprire un dossier di ricerca, per la pressione dei media e di molti parlamentari.</p>
<p><strong>In Italia abbiamo di piu&#8217;.</strong> Abbiamo i risultati apprezzabili di un centro di ricerca da sempre apprezzato e considerato di riferimento assoluto che ha deciso di rifare e aggiornare le ricerche eseguite troppi anni fa per essere considerate attendibili oggi. L&#8217;atteggiamento delle autorita&#8217; di fronte a queste evidenze e&#8217; stato assolutamente superficiale, se non sconsiderato. Gia&#8217; nel 2005, ai con Storace Ministro della Salute, una lettera al Consiglio Superiore di Sanita&#8217; chiedeva di occuparsi del problema aspartame, nonostante l&#8217;Europa fosse contraria ad ogni misura restrittiva sul prodotto. Da allora ad oggi niente e&#8217; stato fatto e anzi la moda dei prodotti Light e&#8217; incontenibile.</p>
<p><strong>Sarebbe gia&#8217; molto realizzare una campagna di educazione alimentare</strong> che invitasse a ridurre gli zuccheri, piuttosto che fiancheggiare un mercato che premia l&#8217;acqua senza l&#8217;acqua e il dolce senza zucchero mettendoci nel piatto distillato di pesticidi e chimica industriale.</p>
<p><strong>La societa&#8217; occidentale deve fare i conti con un aumento impressionante, anche in eta&#8217; giovanile, di tumori maligni.</strong> La malattia e&#8217; espressione di diversi fattori: non una sola e&#8217; la causa, neppure nelle forme di origine genetica.  Non c&#8217;e&#8217; dubbio che ambiente e cibo sono i grandi elementi che sono cambiati nel corso del tempo. Inquinamento e cibo drogato di ormoni, colture transgeniche, antibiotici e pesticidi sta attaccando la nostra incolumita&#8217;.</p>
<p><strong>Teorizzava Feuerbach</strong>, nel suo anti idealismo e materialismo radicale, che l&#8217;uomo e&#8217; cio&#8217; che mangia. Il filosofo non voleva certo teorizzare un&#8217;operazione di banale equazione al minimo o di riduzionismo della natura umana. Per capirlo basta osservare l&#8217;istantanea su quello che siamo diventati.</p>
<p>Una cultura che non riconosce i germi del proprio suicidio collettivo neppure quando l&#8217;ipersviluppo e il business si siedono alla nostra tavola, ci tolgono il pane e  riempiono il piatto e la pancia dei nostri figli con il cartone e la vernice dell&#8217;ultima pubblicita&#8217;. Che uccidono noi per fare ricche le corporations.</p>
<p>di Rosa Ana De Santis</p>
<p>(Tratto da: <a rel="nofollow" href="http://www.altrenotizie.org/societa/4838-aspartame-rimedio-dolce-amaro.html">http://www.altrenotizie.org</a>)</p>
<p><!-- google_ad_section_end --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.maioproject.org/maio-project/aspartame-rimedio-dolce-amaro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>PAREGGIO DI BILANCIO: il golpe è servito</title>
		<link>http://www.maioproject.org/maio-project/pareggio-di-bilancio-il-golpe-e-servito/</link>
		<comments>http://www.maioproject.org/maio-project/pareggio-di-bilancio-il-golpe-e-servito/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 18:08:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[maio project]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.maioproject.org/?p=1430</guid>
		<description><![CDATA[Entra in Costituzione il principio del pareggio di bilancio. Il Senato ha approvato con 235 sì e 11 no e 24 astenuti il disegno di legge di riforma dell’articolo 81...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.maioproject.org/wp-content/uploads/2012/04/111110europa3.jpg" rel="lightbox[1430]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1431" title="111110europa3" src="http://www.maioproject.org/wp-content/uploads/2012/04/111110europa3-188x150.jpg" alt="" width="188" height="150" /></a>Entra in Costituzione il principio del pareggio di bilancio. Il Senato ha approvato con 235 sì e 11 no e 24 astenuti il disegno di legge di riforma dell’articolo 81 della Costituzione che è legge con questa quarta e ultima lettura, prevista per le riforme costituzionali.</em></p>
<p>A favore più dei 2/3 dei componenti, evitando così il “rischio” di poter indire un referendum confermativo. Il via libera definitivo è arrivato da oltre i due terzi degli aventi diritto (il quorum era di 214 su 321) necessari per evitare il ricorso referendario (per quello che poi valgono i referendum in italia, vedi caso della ripubblicizzazione dell&#8217;acqua mai avvenuta).</p>
<p>Si tratta di un evidente rovesciamento della Costituzione dal momento che le politiche neoliberiste verranno poste alla base dell&#8217;azione dei governi per l&#8217;oggi e per il domani.</p>
<p>Si tratta di una aberrazione culturale e politica.</p>
<p><strong>Si tratta soprattutto di un vero e proprio golpe finanziario.</strong> Questo governo e questo parlamento sono dei ladri di democrazia che stravolgono le regole democratiche senza che il popolo possa dire nulla.</p>
<p>Con questo provvedimento, anzi legge, gli italiani saranno sotto il tallone permanente dei tecno-burocrati europeisti (ancor di più di quanto non lo fosseroo già), essendo ufficializzato il loro ruolo di “dipendenti” al servizio della plutocrazia globalista: un revival feudalista in salsa tecnologica.</p>
<p>La conseguenza è evidente: la nostra politica economica sarà gestita dal cosiddetto <strong>Fondo Internazionale Salvastati</strong>, dalla BCE e dalle oligarchie dei poteri finanziari mondiali che controllano i flussi di credito agli Stati tramite l’acquisto di titoli del debito pubblico (debito sovrano).</p>
<p><strong>Ma cosa significa concretamente inserire il pareggio di bilancio in Costituzione?</strong></p>
<p>Semplicemente scrivere nella Costituzione che dobbiamo raggiungere il pareggio di bilancio significa che ogni anno dovremo fare carte false e vendere l&#8217;anima, o più facilmente imporre altre tasse smisurate e chissà quali altri tagli, per raggiungere il pareggio di bilancio.</p>
<p><em>E se questo scandalo della Lega fosse stata tutta una manovra per distrarre la gente dalla notizia del pareggio di bilancio?</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.maioproject.org/maio-project/pareggio-di-bilancio-il-golpe-e-servito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>15.04 &#8211; Ciao Vik, Benvenuti in Palestina</title>
		<link>http://www.maioproject.org/maio-project/15-04-ciao-vik-benvenuti-in-palestina/</link>
		<comments>http://www.maioproject.org/maio-project/15-04-ciao-vik-benvenuti-in-palestina/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 09:54:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[maio project]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.maioproject.org/?p=1426</guid>
		<description><![CDATA[Nello stesso giorno in cui, un anno fa, veniva assassinato Vittorio Arrigoni, più di 1000 cittadini del mondo arriveranno a Tel Aviv per raggiungere la Palestina e affermare il diritto...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a href="http://www.maioproject.org/wp-content/uploads/2012/04/220px-Vittorio_Arrigoni_draw.jpg" rel="lightbox[1426]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1427" title="220px-Vittorio_Arrigoni_draw" src="http://www.maioproject.org/wp-content/uploads/2012/04/220px-Vittorio_Arrigoni_draw-135x188.jpg" alt="" width="135" height="188" /></a>Nello stesso giorno in cui, un anno fa, veniva assassinato Vittorio Arrigoni, più di 1000 cittadini del mondo arriveranno a Tel Aviv per raggiungere la Palestina e affermare il diritto alla libertà di circolazione, impedita da Israele, e il diritto alla libertà del popolo palestinese, rispondendo così all’appello della ong EJE (Education, jeu et enfant) a partecipare alla realizzazione di un progetto educativo, quale forma concreta di solidarietà.</strong></em></p>
<p>Un anno è passato veloce, un anno senza Vittorio che qui nella Striscia di Gaza si è sentito molto è stato molto triste. Un  anno a chiederci perchè sia successo, un anno senza nessuna giusta risposta. Nessuno infatti può dare questa risposta – nemmeno un tribunale militare che si dice rispettoso delle leggi e delle procedure – perchè   nessuno ci potrà mai più dare indietro Vittorio o Viktor o Vik, come usavano chiamarlo in molti qui nella Striscia.</p>
<p>I manifesti, le immagini le foto la sua chiara faccia che affronta l’ingiustizia “Restando Umani”, campeggia ovunque; nelle strade, nei negozi, nelle case e nelle associazioni a lui titolate per ricordarlo e averlo sempre presente. Non un eroe, ma un umano tra gli umani capace di rendere conosciuta la assurda  realtà di Gaza e dei suoi abitanti.</p>
<p><strong>La striscia di Gaza, una piccola zona lungo la costa del Mediterraneo tra l’Egitto ed Israele,</strong> lunga 40km e larga 10km, in cui vivono più di 1,4 milioni di palestinesi; uno dei posti con  tra la maggiore percentuale di densità di popolazione al mondo, una prigione con sopra il cielo pronto a piovere  bombe su  tutti. Il potente esercito israeliano detiene il controllo dei confini, dello spazio aereo e del mare.  La comunità internazionale ne detiene i giochi politici, i governi locali ne regolano  i ritmi e le menti, i muri dividono gli umani dal resto dell’umanità.</p>
<p>Quando hanno uccisoVittorio, quel maledetto 15 aprile 2011, nessuno di noi poteva crederci. Vittorio ammazzato a Gaza per mano di “fratelli” che fino a poche ore prima aveva pensato di aiutare per evitargli l’isolamento quotidiano e ilbombardamento continuo che sono costretti a subire.  Lo hanno fatto fuori nel peggiore dei modi, in fretta e furia, senza pieta’ e conoscenza. Il virus, che li ha attaccati, non gli ha dato la possibilita’ di ragionare sul grande errore e orrore che stavano commettendo. Vittorio era arrivato a Gaza con la prima imbarcazione di fortuna (la Free Gaza Movement) che era riuscita a rompere l’assedio via mare, nel 2008, quando, a 2 anni dalla vittoria di Hamas, la striscia era stata sigillata al mondo “civile”. Il conflitto in quell’area non puo’ essere considerato un “modo di vedere” o “di pensare”, non e’ un ideologia da sostenere o da combattere. Non e’ una guerra, perche’ e’ combattuta ad armi impari; occupazione, espropriazione di terre, muri alti di divisione, barriere e fili spinati, embargo sui medicinali, divieto di movimento ad ogni individuo, sano o malato. Questa disumanità non può essereconsiderata o catalogata come “sostenere una ideologia”</p>
<p>Questa è la rappresentazione del potere, della violenza più assurda e disumana, la fine del diritto umano, la negazione delle  identità. E’ la crescita di individui non sani il cui futuro e’ infilato in un tunnel nero, come quello che devono usare per avere il cibo quotidiano. E’ l’inizio di una catastrofe senza fine, di un tragedia senza precedenti.</p>
<p><strong>Vittorio ha trascorso qui gli ultimi anni della sua vita, compresi quelli, che hanno visto Gaza devastata dall’operazione militare “Piombo Fuso”</strong>, dove per 23 giorni le bombe di Israele cadevano fitte sulla testa  di 1 milione e mezzo di anime. 1500 i morti, di cui 800 tra donne e bambini, 5000 i feriti di cui  oltre 2000 permanenti. In pochi, hanno potuto vedere, aiutare e informare sul delirio che stava accadendo nell’Inferno di Gaza, e le denunce di Vittorio  ci sono arrivate dritte al cuore per capire che nel mondo non c’e’ affatto giustizia  e umanita’. “Restiamo Umani”,  era solito concludere ogni sua corrispondenza e pensiero in merito a quell’inferno ma nessuna umanita’ gli e’ ritornata indietro prima di morire.</p>
<p>Nella sua permanenza a Gaza, cosi come succede a molti di noi che ci vivono e lavorano, la gente comune si sente in dovere di adottarti, di creare intorno a te la famiglia e gli amici che hai lasciato per venire a vivere, anche se da “ajnaby” “straniero”, in quel contesto diffcile. Vittorio, che usava vivere con i pescatori e gli agricoltori, che piu’ frequentemente sono sotto gli attacchi punitivi di Israele per le loro attivita’ “terroristiche”  di pesca e di agricoltura di sopravvivenza, era stato adottato da questi e ci viveva a stretto contatto quotidiano. Si univa a loro   per andare a recuperare il raccolto, sia via mare che via terra, indossava  il suo giacchetto giallo fosforescente, nella speranza che l’esercito israeliano risparmiasse qualche bomba o proiettile diretto sulla popolazione.</p>
<p>Urlava forte per farsi sentire dall’altra parte della Buffer-Zone o tra le onde  del mediterraneo entro le 3 miglia consentite, affinche’ non aprissero il fuoco sui civili; avveniva sempre  il contrario, le pallottole non si risparmiavano. Solo la fortuna volle che mai venisse colpito mortalmente in quelle occasioni. Durante “Piombo fuso” mentre le palline di fosforo bianco  rimbalzavano sui corpi della gente, Vittorio con gli amici medici e infermieri si infilava sulle ambulanze per andare a raccattare i corpi bruciati che non riuscivano a spegnersi. Questo e’ quello che faceva, questo e’ quello che le mani assassine e la testa balorda di alcuni (salafiti o chi per loro) hanno fermato, inspiegabilmente, senza senso.</p>
<p>Di fatto ad oggi per recarsi in Cisgiordania, come a Gerusalemme Est, i <strong>viaggiatori di tutto il mondo sono obbligati a passare sotto i controlli israeliani</strong>, tanto a Tel Aviv quanto al ponte di Allemby (se provenienti dalla Giordania), poiché Israele ha distrutto l’aeroporto di Gaza e si è annessa quello di Kalandia in Cisgiordania. Ma i controlli ad oggi equivalgono ad un blocco? Un segnale potrebbe arrivare proprio dall&#8217;esito della missione di solidarietà. “Se i nostri governanti scelgono di collaborare con l’occupazione israeliana &#8211; <a href="http://www.freedomflotilla.it/benvenuti-in-palestina-2012/" target="_blank">hanno spiegato gli attivisti internazionali di Freedom Flotilla</a> &#8211; questo per noi non è accettabile e per questo seguiteremo in tutte le forme, con barche, convogli terresti, aerei a forzare e a denunciare l’arbitrio e il blocco illegale israeliano.  Seguiteremo a dire alto e forte che <strong>i territori palestinesi non appartengono a Israele</strong> e che noi <strong>rifiutiamo di subire le sue violazioni del diritto internazionale e dei <a href="http://www.unimondo.org/Guide/Diritti-umani" target="_blank">diritti umani</a>, in primis la libertà di movimento”</strong>.</p>
<p>Per Vittorio riuscire a rompere l’assedio su quella striscia e  su quella popolazione sfortunata, era una questione di principio di libertà, lo è cosi per tutti noi, credo, e quello che fa più paura “non è la violenza dei cattivi e dei bastardi ma l’indifferenza degli onesti e dei ben pensanti”. Non e’ stato il primo, non sara’ l’ultimo, la solidarieta’ alla popolazione civile di Palestina sara’ sempre attiva; la lotta per garantire i diritti umani  anche a chi umano non lo e’, non si puo’ negare. Hanno fatto un martire ma i sogni e l’utopia non si possono cancellare; una nuova generazione si sta preparando a superare questa fase,  per essere capaci di vedere e di capire come agiscono gli “umani”.  Una  generazione che prenderà in mano quella che anche tu, Vittorio, chiamavi resistenza umana contro l’oppressione. In questi giorni a Gaza, insieme a molte città italiane e nel mondo ricorderemo Vittorio, sempre vivo nel nostro agire, senza bandiere, come voleva lui  ma come un Vincitore come è scritto nel suo nome.</p>
<p>Parte dell&#8217;articolo tratto da Nena News a firma Meri Calvelli.</p>
<p>Per maggiori info: www.freedomflottilla.it</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.maioproject.org/maio-project/15-04-ciao-vik-benvenuti-in-palestina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Colorante cancerogeno&#8221;: La Coca Cola cambia ricetta (ma solo in California)</title>
		<link>http://www.maioproject.org/maio-project/colorante-cancerogeno-la-coca-cola-cambia-ricetta-ma-solo-in-california/</link>
		<comments>http://www.maioproject.org/maio-project/colorante-cancerogeno-la-coca-cola-cambia-ricetta-ma-solo-in-california/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 23:44:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[maio project]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.maioproject.org/?p=1421</guid>
		<description><![CDATA[Ha resistito un anno alle accuse di mezzo mondo, ma alla fine è stata piegata dalla minaccia di dover inserire in etichetta l’allerta “a rischio cancro”. La Coca-cola (e con...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.maioproject.org/wp-content/uploads/2012/04/original.jpg" rel="lightbox[1421]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1423" title="original" src="http://www.maioproject.org/wp-content/uploads/2012/04/original-188x105.jpg" alt="" width="188" height="105" /></a>Ha resistito un anno alle accuse di mezzo mondo, ma alla fine è stata piegata dalla minaccia di dover inserire in etichetta l’allerta “a rischio cancro”. </em></p>
<p>La Coca-cola (e con lei la Pepsi), rivela la Bbc, starebbero abbandonando  il colorante E150D. Nonostante continuino a definirlo “un allarme senza fondamenti”, le due multinazionali hanno finito per correggere la formula delle loro bevande dopo che la California li ha inseriti nella lista dei potenziali cancerogeni.</p>
<p>E dopo che molte associazioni dei consumatori, prima fra tutte il Center for Science in the Public Interest, avevano avviato petizioni per ottenere il divieto d’uso dell’E150d. Il Salvagente, esattamente un anno fa, aveva denunciato &#8211; unico in Italia &#8211; lo scandalo con un’inchiesta di copertina dal titolo eloquente: “Cola&amp;Company, il colore del pericolo”.</p>
<p>L’inchiesta, a firma Barbara Cataldi, è stata pubblicata sul numero 12 del 2011. Ecco l’articolo, che cita i numerosi studi scientifici che &#8220;inchiodavano la Coca Cola&#8221;.</p>
<p>Può finire dappertutto. Nelle bibite e in molte caramelle, nell&#8217;aceto balsamico e nei liquori digestivi, nei superalcolici e nella salsa di soia, nelle conserve di frutta rossa, nei pâté e nelle barrette dimagranti. Insomma in tutti quegli alimenti che hanno bisogno di una tinteggiata di marrone scuro o nero. Si chiama caramello solfito-ammoniacale , in codice E 150d . Non è l&#8217;unico colorante da tenere sotto osservazione tra quelli che appartengono alla sua famiglia, ma di sicuro è il più diffuso. Anche perché è utilizzato nella bibita più famosa del mondo, la Coca-cola , così come nella sua rivale storica la Pepsi e in quasi tutte le cole in commercio.</p>
<p>Il caso sollevato dall&#8217;Huffington Post</p>
<p>Negli Usa, solo un mese e mezzo fa, l&#8217;E 150d ha scatenato un putiferio. Sul quotidiano on line più trendy d&#8217;America, The Huffington Post , è stato pubblicato un articolo che associa il consumo del colorante a un maggior rischio d&#8217;insorgenza del cancro . Il pericolo si nasconde in una sostanza potenzialmente cancerogena, il 4-MEI , residuo non voluto del processo di produzione dei caramelli a base di ammoniaca, pescato in quantità consistente in Coca-cola, Pepsi e altre 3 cole da un gruppo di ricercatori dell&#8217;Università di Davos in California.</p>
<p>Verso il bando</p>
<p>Immediata l&#8217;azione di una delle più importanti associazioni nordamericane per la tutela della salute pubblica, la Cspi (Center for science in the public interest), che in una petizione ha chiesto all&#8217;Fda, di bandire i coloranti sintetici a base di ammoniaca, l&#8217;E 150d, appunto, e l&#8217;E 150c (caramelli di classe III e IV). Mentre si attende la decisione del ministero della Salute Usa per la fine di marzo, in Europa il dibattito resta sconosciuto ai più.</p>
<p>Il pronunciamento dello Iarc</p>
<p>Eppure lo scorso febbraio la Iarc , l&#8217;Agenzia internazionale di ricerca contro il cancro dell&#8217;Oms, ha rivalutato la pericolosità del sottoprodotto 4-MEI (4-metylimidazole) inserendolo nella lista delle 249 sostanze potenzialmente cancerogene per la specie umana. &#8220;La popolazione è esposta al 4-methylimidazole attraverso la sua presenza nei caramelli di classe III e IV, che sono coloranti largamente utilizzati, in particolare nelle bibite&#8221;, si scrive in un articolo che verrà pubblicato il prossimo 1 aprile sul Lancet On cology . &#8220;4-Methylimidazole è sta to testato riguardo alla carcinogenicità in topi e ratti in uno studio sull&#8217;alimentazione degli animali, e ha causato l&#8217;aumento dell&#8217;incidenza dei carcinomi degli alveoli e dei bronchi nei topi maschi e femmine, e della leucemia nei topi femmina. Il meccanismo della carcinogenicità non è ancora stato chiarito&#8221;, si spiega sulla rivista.</p>
<p>Una ricerca americana</p>
<p>La ricerca che ha scoperto la pericolosità del 4-MEI risale al 2007 ed è stata condotta dal National toxicology program (Ntp) degli Stati Uniti, autorevole agenzia di ricerca governativa. In seguito ai dati emersi in quell&#8217;occasione lo Stato della California ha inserito la sostanza, presente nei caramelli a base di ammoniaca, in una lista nera ufficiale, nota negli Usa come Pro position 65, elaborata dall&#8217;agenzia per la salute Oehha. Nella black list, aggiornata ogni anno, sono previsti limiti molto stringenti che tengono conto dell&#8217;esposizione quotidiana a più sostanze: 16 microgrammi per persona al giorno per ogni singolo prodotto consumato a prescindere dalla sostanza.</p>
<p>L&#8217;Authority europea tiepida</p>
<p>Nelle cole analizzate dall&#8217;università californiana, però, è stata trovata una quantità di 4- MEI che supera6 volte la soglia di legge. I ricercatori guidati dal dottor Shi bamoto e da J.K. Noon hanno scoperto che in ogni lattina delle cole più popolari, tra cui Coca-cola e Pepsi-cola, sono presenti circa 100 microgrammi di 4-MEI. Questo nuovo allarme, però, non sembra preoccupare l&#8217; Efsa , l&#8217;autorità per la sicurezza alimentare europea. L&#8217;Authority l&#8217;8 marzo ha diffuso una valutazione scientifica proprio sui caramelli, abbassando la dose massima giornaliera per l&#8217;E 150c, o caramello ammoniacale, e la dga di tutta la famiglia di questi coloranti, ma non è intervenuta sul più comune E 150d.</p>
<p>Limite troppo alto</p>
<p>E ha confermato il limite per il 4-MEI che resta alto: 250 mg/kg di colorante. Anche se l&#8217;Efsa con il suo documento costringe la Commissione europea a occuparsi di coloranti al più presto, di fatto rinuncia a intervenire sullo spinoso tema &#8220;cancro&#8221; . E con un doppio salto mortale nella sua valutazione scientifica prima sostiene che non ci sono evidenze di cancerogenicità per il 4-MEI e poi raccomanda di tenere i livelli dei sottoprodotti dei coloranti entro il limite più basso tecnologicamente possibile. Come dire che queste sostanze non ci dovrebbero essere, ma che a decidere se e quando eliminarle ci pensi l&#8217;industria.</p>
<p>Un desolante déjà vu</p>
<p>Suona come un déjà vu, se solo si pensa all&#8217;acrilammide o ad altre decisioni un po&#8217; pilatesche dell&#8217;agenzia alimentare europea. Inoltre tra gli ingredienti vengono utilizzati estratti di frutta e verdura (tra i più importanti la mela, la carota e l&#8217;ibiscus) che, insieme al malto e agli aromi, conferiscono il gusto alla bevanda&#8221;. La bibita riveduta e corretta è stata messa in commercio nel 2009, dopo che i risultati della ricerca del National toxicology program del governo Usa sul 4-MEI presente nel colorante a base di ammoniaca hanno rivelato il rischio cancerogenicità del caramello usato da Coca-cola e Pepsi-cola. &#8220;Noi abbiamo deciso e messo a punto la ricetta direttamente con l&#8217;azienda che produce il compound, la cosiddetta miscela preimpostata&#8221;, racconta Brisigotti. &#8220;Questo fornitore produce da anni ricette &#8216;caramel free&#8217; per altre grandi catene di distribuzione europea.</p>
<p>Quel colore caramellato</p>
<p>Il colore della bevanda è dato esclusivamente da estratti naturali ed è assolutamente priva di caramello; tra l&#8217;altro, il colore delle cole con caramello è più scuro delle cole caramel-free. Il nome del produttore del compound è Cott, quest&#8217;ultimo invia diversi ingredienti ai nostri imbottigliatori (Spumador e Nocera Umbra) che aggiungono acqua, anidride carbonica e altri ingredienti&#8221;.&#8221;Assobibe studierà con attenzione il parere dell&#8217;Efsa ma è soddisfatta di leggere che il Panel ha riaffermato la sicurezza del colorante caramello</p>
<p>La Coca cola: &#8220;Tutto sicuro&#8221;</p>
<p>La Coca-cola chiamata in causa dal Salvagente si trincera dietro il commento dell&#8217;associazione che la rappresenta, Assobibe. L&#8217;organizzazione, che raccoglie le aziende di bevande analcoliche della Confindustria, naturalmente, ha ringraziato l&#8217;Efsa e i suoi esperti &#8220;per la chiarezza che con le loro analisi approfondite assicurano al settore&#8221;. Anche perché di fatto hanno delegato agli stessi produttori la scelta di ridurre o meno la presenza del caramello a rischio e di intervenire o meno sulla sua purezza tecnologica. E scrive in una nota: &#8220;Assobibe studierà con attenzione il parere dell&#8217;Efsa, ma nel contempo è soddisfatta di leggere che il Panel ha riaffermato la sicurezza del colorante caramello normalmente usato nelle bevande analcoliche, E 150d. Tutti gli additivi usati nei prodotti delle aziende associate sono stati analizzati e la loro sicurezza confermata dagli organismi legislativi preposti sia a livello europeo che mondiale&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.maioproject.org/maio-project/colorante-cancerogeno-la-coca-cola-cambia-ricetta-ma-solo-in-california/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>BANANE: politica, globalizzazione e precariato</title>
		<link>http://www.maioproject.org/maio-project/banane-politica-globalizzazione-e-precariato/</link>
		<comments>http://www.maioproject.org/maio-project/banane-politica-globalizzazione-e-precariato/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 09:15:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[maio project]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.maioproject.org/?p=1415</guid>
		<description><![CDATA[La mattina di lunedi 27 agosto 2007, quaranta gradi Celsius, al mercatino settimanale di Ventotene la frutta di stagione, prodotta &#8211; stavo per dire coltivata &#8211; nelle campagne dell&#8217;Agro Pontino...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.maioproject.org/wp-content/uploads/2012/04/banana.jpeg" rel="lightbox[1415]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1416" title="banana" src="http://www.maioproject.org/wp-content/uploads/2012/04/banana-188x141.jpg" alt="" width="188" height="141" /></a>La mattina di lunedi 27 agosto 2007, quaranta gradi Celsius, al mercatino settimanale di Ventotene la frutta di stagione, prodotta &#8211; stavo per dire coltivata &#8211; nelle campagne dell&#8217;Agro Pontino costava 1,50 euro al chilo. Le banane 1,30.</em> Le pesche erano tutte molto grandi e dello stesso calibro, sembravano le bocce di legno di una volta, ma buone. Altrettanto buone, e di dimensioni grandi e regolari, erano l&#8217;uva e le pere. Non coltivate biologicamente, ne c&#8217;era alcuna intenzione di spacciarle per tali.</p>
<p><strong>Come poteva costare di meno un frutto che veniva da un altro continente dopo aver percorso decine di migliaia di chilometri in camion, aereo, camion e nave?</strong> Se avessi dovuto spiegare a un bambino di sei anni la globalizzazione non avrei potuto trovare nulla di meglio.</p>
<p><strong>In un sistema economico fondato sulla crescita del prodotto interno lordo</strong>, per essere competitivi e riuscire a stare sul mercato occorre produrre sempre di più a costi sempre piu&#8217; bassi. Per ridurre i costi ci sono due strade: sostituire in misura sempre maggiore il lavoro umano con tecnologie sempre piu&#8217; &#8221; performanti &#8221; e ridurre progressivamente i costi del lavoro umano che non si puo&#8217; sostituire con la tecnologia. Poichè le tecnologie piu&#8217; efficienti sono in mano ai paesi più ricchi e il costo del lavoro piu&#8217; basso è nei paesi piu&#8217; poveri, nel contesto della globalizzazione il mix necessario per essere competitivi sui mercati è trasferire nei paesi più poveri le tecnologie piu&#8217; &#8221; performanti &#8221; dei paesi piu&#8217; ricchi e trasportare nei paesi piu&#8217; ricchi le merci prodotte nei paesi piu&#8217; poveri, perchè in conseguenza del basso costo dei combustibili fossili i costi di trasporto vengono abbondantemente assorbiti dai minori costi di produzione.</p>
<p><strong>Signora, non compri quelle banane per i suoi bambini.</strong> Per costare meno della frutta prodotta a un tiro di schioppo, con un uso massiccio di protesi chimiche e manodopera precaria composta per lo piu&#8217; da immigrati, sono state necessariamente prodotte utilizzando in modo incontrollato quantità maggiori delle protesi chimiche più nocive, che le legislazioni meno lassiste dei paesi ricchi non consentono piu&#8217; di adoperare, e pagando ancor meno una manodopera sfruttata fino all&#8217;esaurimento delle forze per una miseria retributiva. Signora, non le compri. Fanno male a chi le mangia, a chi le produce e alla Terra. E poi non li vede in spiaggia, quanti bambini e adolescenti con la ciccia molle, gomfiata di ormoni come vitelli, che strabordano dai loro buffi costumi?</p>
<p><strong>La mattina di lunedi 27 agosto 2007, quaranta gradi Celsius</strong>, il quotidiano la Repubblica dava ampio spazio a due tra i più autorevoli rappresentanti delle forze politiche che hanno deciso di confluire nel Partito Democratico, pubblicando una lettera al direttore del ministro nonchè vicepresidente del consiglio, <strong>Francesco Rutelli</strong>, e il resoconto di un intervento del prossimo segretario del nuovo partito (democratico), <strong>Walter Veltroni</strong>, a un seminario di studi organizzato a Parigi dall&#8217;associazione Les Gracques, che riunisce gli alti funzionari statali francesi aderenti al Partito Socialista.</p>
<p><strong>Nella sua lettera, intitolata:&#8221; E ora le riforme per sconfiggere la destra</strong>&#8220;, il ministro Rutelli scrive: &#8221; -&#8230;- una parte rilevante del nostro mondo ( l&#8217;area di sinistra del centro-sinistra, ndr ) si sente ancora legata a impostazioni del passato. -&#8230;.- E, sia chiaro, non sono fatti del passato le criticità sociali di oggi: la scarsissima mobilità sociale, il sentimento di incertezza, insicurezza e precarietà che tocca fasce rilevanti di popolazione, la caduta del potere d&#8217;acquisto di famiglie monoreddito, di ceti medi che perdono posizioni. Ma sono le ricette spesso avanzate da forze di sinistra che io definisco conservatrici a non funzionare. E il paradosso è che piu&#8217; una parte della sinistra si radicalizza, più crescono i consensi anche nei ceti popolari &#8211; ed operai &#8211; per le destre. Piu&#8217; i riferimenti alla precarietà sono ideologici ed estremisti e meno cresce l&#8217;impegno politico tra i giovani che hanno un lavoro discontinuo. Cosa vogliono i democratici? Incentivare la buona occupazione, dare tutele moderne e giuste al lavoro flessibile, non certo rendere piu&#8217; rigidi i rapporti di lavoro. Favorire la creazione di ricchezza nel paese, non sognare di ridistribuire un&#8217;immaginaria ricchezza generata dallo Stato. Modernizzare l&#8217;assicurazione pubblica , se vogliamo veramente difendere un modello sociale inclusivo, non certo estendere l&#8217;assistenzialismo&#8221;.</p>
<p>Nelle sue considerazioni il ministro parte dalla descrizione sommaria dei piu&#8217; gravi problemi sociali che affliggono il paese, non tenta di analizzarne nemmeno superficialmente le cause, stronca le ricette presentate dai partiti della sinistra radicale senza dire le ragioni per cui le ritiene sbagliate, ma giudicandole tali per definizione, in quanto &#8220;conservatrici&#8221;, formula una proposta che trasforma questi problemi in dati di fatto immodificabili ( in nome del realismo politico? ) , limitandosi ad indicare genericamente la volontà di attenuarne le conseguenze. Del resto, se non ritiene importante analizzarne le cause come potrebbe prendere in considerazione la possibilità di rimuoverle?</p>
<p><strong>Evidentemente il ministro non va al mercato</strong> ( ci mancherebbe, con tutto quello che ha da fare!) ma, se ci andasse, il prezzo delle banane lo farebbe sicuramente riflettere e forse anche insospettire sul fatto che possa avere qualche collegamento col &#8221; sentimento di incertezza, insicurezza e precarietà che tocca fasce rilevanti di popolazione &#8221; e con la &#8221; caduta del potere d&#8217;acquisto di famiglie monoreddito, di ceti medi che perdono posizioni &#8220;.</p>
<p><strong>Se sotto casa si trovano quotidianamente merci prodotte in un altro continente che costano meno delle merci prodotte sotto casa</strong>, o si produrrà e si lavorerà sempre meno sotto casa, e quindi aumenterà la precarietà e diminuirà il potere d&#8217;acquisto, o si farà in modo di produrre sotto casa a costi più bassi dei costi con cui si produce nell&#8217;altro continente, e quindi aumenterà la precarietà e diminuira&#8217; il potere d&#8217;acquisto, o la concorrenza fara&#8217; trovare un punto d&#8217;equilibrio tra le due possibilità, e quindi aumenterà la precarietà e diminuirà il potere d&#8217;acquisto. In qualunque modo la si metta, continueranno a verificarsi le &#8221; criticità &#8221; cosi&#8217; lucidamente sintetizzate.</p>
<p>Se nel presente, non interpretabili con le &#8221; impostazioni del passato &#8220;, l&#8217;economia puo&#8217; continuare a crescere solo nel contesto di un mercato globalizzato, e se il fine dell&#8217;economia non puo&#8217; che continuare a essere la crescita, il &#8221; sentimento di incertezza, insicurezza e precarietà &#8221; toccherà fasce sempre piu&#8217; rilevanti di popolazione; la &#8221; caduta del potere d&#8217;acquisto di famiglie monoreddito &#8221; proseguirà, aumenteranno i &#8221; ceti medi che perdono posizioni &#8220;; continuerà a diminuire &#8221; l&#8217;impegno politico tra i giovani che hanno un lavoro discontinuo &#8220;.</p>
<p><strong>Ma la crescita, dice Rutelli, consente di ricavare i mezzi per &#8220;dare tutele mo0derne e giuste al lavoro flessibile</strong>&#8220;, per cui la flessibilità/precarietà è contemporaneamente il problema da risolvere e la sua soluzione! Compito della politica economica è &#8221; favorire la creazione di ricchezza nel paese ( crescita del prodotto interno lordo, ndr ), non sognare di redistribuire un&#8217;immaginaria ricchezza generata fallo Stato &#8220;. Chi abbia immaginato questa immaginaria ricchezza non è specificato, anche se si puo&#8217; immaginare che il riferimento sia ai conservatori di sinistra.</p>
<p>Aumentando la ricchezza nel paese, conclude il ministro, si potrà &#8221; modernizzare l&#8217;assicurazione pubblica &#8220;, se vogliamo davvero difendere un modello sociale inclusivo, non certo estendere l&#8217;assistenzialismo &#8220;. Quale differenza ci sia tra moderna assicurazione pubblica e assistenzialismo non è specificato. Forse perchè sono la stessa cosa detta con parole diverse, anche se indubbiamente la connotazione della modernità con le sue caratteristiche innovative conferisce alla proposta un appeal che surclassa le vecchie ricette delle forze conservatrici di sinistra. Quelle che pretendono di conservare un diritto obsoleto come la stabilità e la sicurezza del posto di lavoro.</p>
<p><strong>La precarietà</strong> è anche il tema che lo stesso giorno, con perfetta sincronia, Walter Weltroni pone al centro del suo intervento al convegno degli alti funzionari statali francesi aderenti al Partito Socialista. la considerazione iniziale è che si tratta di un fatto nuovo. Non un problema nuovo, di cui occorre analizzare le cause per tentare di risolverlo o rimuoverlo. Ma un fatto nuovo che richiede strumenti nuovi per utilizzarne gli aspetti positivi e attenuare quelli negativi.</p>
<p>Nonostante questa fiducia nel potere taumaturgico dell&#8217;innovazione,la premessa della sua proposta non si puo&#8217; certo dire innovativa, dal momento che ribadisce la necessità della crescita economica, un indicatore della ricchezza effettiva e del benessere certamente vecchio, ma soprattutto inadeguato ( le due connotazioni non coincidono, perchè se fosse valido la vecchia non lo inficerebbe, mentre la novità non lo renderebbe valido se non lo fosse ). Una inadeguatezza su cui si comincia a riflettere anche in ambienti insospettabili come la Commissione europea ( che, ad esempio , in novembre ha organizzato a Bruxelles in collaborazione col Parlamento europeo e all&#8217;Ocse una conferenza internazionale intitolata &#8221; Oltr il Pil &#8220;).</p>
<p>Dopo la ripetizione della giaculatoria che &#8221; è la povertà, non la ricchezza il nostro primo avversario &#8220;, Veltroni aggiunge: &#8221; Se l&#8217;economia va male, non ci puo&#8217; essere giustizia sociale, senza crescita delle imprese ogni obbiettivo di equità e di creazione di opportunità si allontana&#8221;. Che la crescita economica dei paesi industrializzati sia, al contrario, l&#8217;opposto dell&#8217;equità &#8211; perchè aumenta le diseguaglianza tra nord e sud del mondo, tra paesi industrializzati e paesi poveri &#8211; lo provano i fatti, ed è noto a tutte le persone non appiattite sul più becero egoismo materialista.</p>
<p>In che modo, tuttavia, la crescita possa tradursi in un fattore di equità all&#8217;interno dei paesi industrializzati, l&#8217;allora futuro presidente del Partito Democratico lo spiega subito dopo: &#8221; Davvero non vedo come la sinistra e gli stessi sindacati possano non avere come prima priorità l&#8217;affermazione dei diritti dei più deboli, di quei precari che non godono dei privilegi dei garantiti. Il nostro impegno deve concentrarsi su di loro, sulla creazione di un efficace sistema di ammortizzatori sociali, di contrappesi sul piano della continuità previdenziale, di solide indennità di disoccupazione&#8221;.</p>
<p>In una Repubblica fondata sul lavoro, come recita il primo articolo della nostra Costituzione, un posto di lavoro non precario nella sua concezione diventa un privilegio. Non un diritto. E questa è senza dubbio una grande innovazione concettuale. Da cui inevitabilmente deriva una proposta politica innovativa. Non l&#8217;impegno a far uscire i precari dalla loro condizione, ma ad attenuare le conseguenze creando &#8221; un efficace sistema di ammortizzatori sociali, di contrappesi sul piano della continuità previdenziale, di solide indennita&#8217; di disoccupazione &#8220;. Con quali soldi? Togliendo ai lavoratori non precari i loro privilegi per realizzare un&#8217;equità fondata sull&#8217;estensione della precarietà!</p>
<p>Nel discorso al Lingotto di Torino, in cui ha presentato la propria candidatura alla guida del Partito Democratico, Veltroni lo aveva detto con chiarezza: &#8221; Mi ripeto, so di farlo: la lotta alla precarietà è la grande frontiera che il Partito Democratico ha davanti a se. Non si vince questa lotta senza riscrivere un patto generazionale tra gli italiani. Senza spostare le ingenti risorse oggi impegnate per far fronte agli equilibri del sistema pensionistico verso i giovani e la loro inclusione &#8220;. Sulla base di questa concezione il primo articolo della Costituzione andrebbe riscritto così: <strong>L&#8217;Italia è una repubblica fondata sul lavoro precario e l&#8217;assistenza sociale.</strong></p>
<p><strong>Maurizio Pallante</strong> da Carta.org</p>
<p>PS: Per i più curiosi, su <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://gongoro.blogspot.com/2010/03/banana.html ">http://gongoro.blogspot.com/2010/03/banana.html </a></span></strong>c&#8217;è la storia della banana.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.maioproject.org/maio-project/banane-politica-globalizzazione-e-precariato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>17 aprile:::::Giornata Mondiale della Lotta Contadina</title>
		<link>http://www.maioproject.org/maio-project/17-aprilegiornata-mondiale-della-lotta-contadina/</link>
		<comments>http://www.maioproject.org/maio-project/17-aprilegiornata-mondiale-della-lotta-contadina/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 08:53:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[maio project]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.maioproject.org/?p=1410</guid>
		<description><![CDATA[Il 17 aprile è la giornata internazionale delle lotte contadine, che ricorda il massacro di 19 contadini che lottavano per terra e giustizia in Brasile, nel 1996.  Indetta da &#8220;Via...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a href="http://www.maioproject.org/wp-content/uploads/2012/04/Articolo-via-Campesina-3_MAM6592.jpg" rel="lightbox[1410]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1411" title="via-Campesina-" src="http://www.maioproject.org/wp-content/uploads/2012/04/Articolo-via-Campesina-3_MAM6592-188x163.jpg" alt="" width="188" height="163" /></a>Il 17 aprile è la giornata internazionale delle lotte contadine</strong>, che ricorda il massacro di 19 contadini che lottavano per terra e giustizia in Brasile, nel 1996.  Indetta da &#8220;Via Campesina&#8221;, ogni anno si celebra questa iniziativa in tutto il mondo, a difesa dei contadini e delle contadine che lottano per i loro diritti.</em></p>
<p>Durante gli ultimi anni abbiamo sofferto per l’attuazione di nuove politiche e di un nuovo modello di sviluppo basato sulla espropriazione di terre, conosciuto come ‘accaparramento di terre’ (<strong>land grabbing</strong>). L’accaparramento di terre è un fenomeno stimolato da investitori e persone di potere su scala locale, nazionale e internazionale, con la connivenza di governi e autorità locali, per controllare le risorse più preziose del mondo.</p>
<p>L’accaparramento di terre ha portato alla concentrazione della terra e delle risorse naturali nelle mani di grandi investitori, padroni di piantagioni, imprese che trattano legname, idroelettriche e minerarie, impresari turistici e immobiliari, autorità responsabili di porti e infrastrutture ecc. La conseguenza è stata l’espulsione e l’allontanamento delle popolazioni locali – generalmente contadini e contadine – la violazione dei diritti umani delle donne, l’aumento della povertà, la divisione sociale e la contaminazione dell’ambiente.</p>
<p>L’accaparramento di terre va al di là della divisione imperialista Nord/Sud: le corporazioni transnazionali coinvolte hanno sede negli USA, in Europa, in Cile, Messico, Russia, India, Cina, Sudafrica, Thailandia, Malesia, Indonesia e Corea del sud, ecc.</p>
<p><strong>Le istituzioni finanziarie, come le banche private, i fondi pensione e altri fondi di investimento</strong> sono diventati potenti agenti di accaparramento di terre, mentre si continua a intraprendere guerre per assumere il controllo delle ricchezze naturali. La Banca Mondiale e alcune banche regionali di sviluppo stanno facilitando l’accaparramento di terre e acque attraverso la promozione di misure e legislazioni che favoriscono le corporazioni, come la fornitura di capitali e di garanzie per gli investitori corporativi e lo stimolo a un modello economico di sviluppo distruttivo e estrattivista.</p>
<p><strong>Nel frattempo la Banca Mondiale e altre istituzioni hanno proposto sette principi per l’Investimento Agricolo Responsabile (IAR)</strong> che dovrebbero prevenire gli abusi, mentre in realtà danno legittimità all’accaparramento di terre da parte di investitori pubblici e privati.<br />
La Via Campesina insieme con i suoi alleati ha protestato contro questa iniziativa durante gli ultimi due anni.</p>
<p>L’accaparramento di terre è un fenomeno globale basato sul dominio dell’agricoltura da parte delle corporation, attraverso il controllo della terra, dell’acqua, dei semi e di altre risorse. Molti governi e gruppi di pressione lo giustificano sostenendo che l’agroindustria modernizzerà le pratiche agricole arretrate e garantirà la sicurezza alimentare per tutti. Nonostante queste affermazioni abbiano grande diffusione è stato dimostrato che nella realtà sono completamente false.</p>
<p><strong>I protagonisti dell’accaparramento delle terre danno la priorità al profitto piuttosto che al benessere delle persone:</strong> producono agrocombustibili se questo porta a un lucro maggiore rispetto alla produzione di alimenti e esportano i prodotti alimentari se questo è più conveniente rispetto al venderli sul mercato locale.  In questa corsa al profitto, l’agroindustria sta accrescendo il suo controllo dei sistemi di produzione degli alimenti, monopolizzando le risorse e dominando nei processi di assunzione di decisioni. I gruppi di pressione corporativi possiedono una forte influenza politica che schiaccia le istituzioni democratiche. Inoltre, agiscono con la complicità delle classi dirigenti locali e nazionali ( operatori finanziari, politici e leader di comunità) che non proteggono il proprio popolo dal saccheggio.</p>
<p>L’accaparramento di terre ha espropriato contadini e contadine, popoli indigeni, in particolare donne e giovani delle loro risorse e mezzi di sussistenza. Sta anche gravemente danneggiando l’ambiente. I popoli indigeni e le minoranze etniche si vedono espulsi dai loro territori dalle forze armate, il che aumenta la loro vulnerabilità e in certi casi porta anche a condizioni di schiavitù.</p>
<p>Le false soluzioni al cambiamento climatico, basate sul mercato, come il concetto che va di moda di “economia verde” stanno cercando di separare per sempre le comunità locali dalle loro risorse agricole e naturali</p>
<p>Quindi, La Via Campesina chiama tutti  e tutte i suoi membri e alleati, movimenti di pescatori, organizzazioni di lavoratori agricoli, gruppi di studenti e organizzazioni ambientaliste, movimenti a favore della giustizia sociale ad organizzare azioni in tutto il mondo il giorno 17 aprile per realizzare una massiccia dimostrazione di resistenza popolare contro l’accaparramento di terre e dare voce alla lotta contro il controllo delle risorse agricole e naturali da parte delle corporation.</p>
<p>Uniamoci e lottiamo:</p>
<p>* Per fermare l’accaparramento di terre e rivendicare la terra che ci è stata sottratta. La terra deve stare nelle mani di chi la lavora!</p>
<p>*  Per realizzare una riforma agraria integrale e portare la giustizia sociale nelle zone rurali.</p>
<p>*  Per porre fine al controllo della vita di miliardi persone da parte di pochi investitori e imprese transnazionali.</p>
<p>*  Per opporsi ai principi  degli “investimenti agricoli responsabili” (IAR) proposti dalla Banca Mondiale poiché non ci può essere niente di “responsabile” nel fatto che investitori e imprese si impadroniscano di terre agricole</p>
<p>*  Per rafforzare il sistema di produzione agricola basato sull’agricoltura contadina e la sovranità alimentare.</p>
<p>Invitiamo tutti i movimenti, le organizzazioni, i gruppi a organizzare il 17 aprile  un’ azione diretta, la proiezione di un video, un mercato contadino, una occupazione di terre, una discussione, una protesta, una mostra d’arte o qualsiasi altra azione finalizzata a sostenere  i nostri obiettivi.</p>
<p>More Info:</p>
<p><a href="http://viacampesina.org/en/" target="_blank">LA VIA CAMPESINA </a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.maioproject.org/maio-project/17-aprilegiornata-mondiale-della-lotta-contadina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Arriva SEEDS! Sperimentazioni Ecologiche ed Educative di Decrescita Sostenibile</title>
		<link>http://www.maioproject.org/maio-project/arriva-seeds-sperimentazioni-ecologiche-ed-educative-di-decrescita-sostenibile/</link>
		<comments>http://www.maioproject.org/maio-project/arriva-seeds-sperimentazioni-ecologiche-ed-educative-di-decrescita-sostenibile/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 13:46:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[maio project]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.maioproject.org/?p=1404</guid>
		<description><![CDATA[E’ stato approvato ed ammesso a finanziamento il progetto “S.E.E.D.S.” presentato da una rete di gruppi giovanili afferenti all&#8217;Ambito territoriale del Piano di Zona Sociale A5 della Regione Campania, nell’ambito...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.maioproject.org/wp-content/uploads/2012/03/Seeds.jpg" rel="lightbox[1404]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1405" title="_Seeds" src="http://www.maioproject.org/wp-content/uploads/2012/03/Seeds-188x125.jpg" alt="" width="188" height="125" /></a>E’ stato approvato ed ammesso a finanziamento il progetto “S.E.E.D.S.” presentato da una rete di gruppi giovanili afferenti all&#8217;Ambito territoriale del Piano di Zona Sociale A5 della Regione Campania, nell’ambito dell&#8217;avviso pubblico “Giovani attivi”. </em></p>
<p>Attraverso il finanziamento di progetti innovativi e sperimentali ideati e realizzati da gruppi di giovani con il supporto degli Ambiti Territoriali dei Piani Sociali di Zona, la Regione Campania, nell’ambito degli appositi obiettivi operativi del Fondo Sociale europeo (FSE), ha inteso realizzare interventi finalizzati alla promozione della partecipazione dei giovani alla vita civile e istituzionale delle proprie comunità.</p>
<p><a href="http://www.maioproject.org/wp-content/uploads/2012/03/Seeds.jpg" rel="lightbox[1404]"></a>In questa cornice è nato il progetto <strong>“SEEDS -</strong><strong> Sperimentazioni Ecologiche ed Educative di Decrescita Sostenibile”</strong>, sulla scorta delle recenti esperienze del Gruppo M.A.I.O., del “Centro Studi di Formazione Ecologica (CSFE)” e dell’associazione RADICI, con il supporto logistico del Forum dei Giovani di Siringano (Av).</p>
<p>Il progetto nasce sia per sostenere la cultura del rispetto di quel “meraviglioso complesso di organismi interrelati di cui siamo parte”, sia per diffonderla tra giovani studenti, operatori scolastici, genitori e <em> </em>cittadinanza attiva, attraverso la <strong>creazione di</strong> “<strong>orti sociali”</strong>, da intendere come luogo di  incontro, solidarietà, dialogo e trasferimento diretto di competenze pratiche.</p>
<p>L’obiettivo è quello di attivare un <strong>circolo virtuoso intergenerazionale </strong>che permetta ai più piccoli di conoscere le esperienze e le tradizioni locali e ai più grandi di ritrovare un ruolo da protagonisti della vita comunitaria locale. Sensibilizzando altresì al rispetto dell&#8217;ambiente ed alle pratiche concrete per salvaguardare il territorio (compostaggio, riciclaggio, uso di fonti rinnovabili, risparmio d&#8217;acqua, filosofia del “Rifiuti zero”, miglioramento delle condizioni nelle aree urbane interessate e protezione di quelle non antropizzate).</p>
<p>Infine due elementi che vanno a confermare (caso mai ce ne fosse ancora bisogno) la giusta direzione intrapresa da anni dalla rete di associazioni alle spalle di SEEDS:</p>
<p>1.il fatto che proprio il <strong>2012</strong> sia stato proclamato <em><strong>Anno europeo dell&#8217;invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni</strong></em>: un’occasione per tutti noi per mantenere la solidarietà tra le generazioni in società che registrano un rapido aumento del numero di persone anziane.</p>
<p>2. La recente approvazione da parte del Consiglio Regionale della Campania della legge <strong><em>“Norme in materia di agricoltura sociale e disciplina delle fattorie e degli orti sociali”</em></strong> in cui si afferma che “l’Agricoltura sociale è la nuova frontiera di un’agricoltura responsabile e multifunzionale che si sta diffondendo sempre più sia a livello nazionale che internazionale quale attività che impiega pratiche agricole per promuovere azioni di riabilitazione e di inclusione sociale e lavorativa a beneficio di persone svantaggiate o a rischio di esclusione sociale”.</p>
<p>In conclusione, quello che intendiamo offrire nel corso dei prossimi 12 mesi di attività progettuali, è un&#8217;azione integrata che rappresenti una solida risposta alle contingenti fasi di difficoltà del nostro territorio.</p>
<p>Il degrado ambientale, culturale e sociale che si riscontra in molte aree delle Campania serve da chiaro monito a noi tutti, oltre a rappresentare un indicatore incontrovertibile della fallacia di questo modello economico.</p>
<p>Il progetto “SEEDS” proporrà, con tenacia e costanza, delle alternative serie all&#8217;inaccettabile status quo.</p>
<p>Per ulteriori informazioni, supporto e contatti: <a href="mailto:info@maioproject.org">info@maioproject.org</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.maioproject.org/maio-project/arriva-seeds-sperimentazioni-ecologiche-ed-educative-di-decrescita-sostenibile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

