Roma, 13 Gennaio 2011
La Corte Costituzionale ha ammesso due quesiti referendari proposti dai movimenti per l’acqua (il primo, sulle “modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica”; il secondo, sulla “determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito”). A primavera gli uomini e le donne di questo paese decideranno su un bene essenziale. La vittoria dei “sì” porterà ad invertire la rotta sulla gestione dei servizi idrici e più in generale su tutti i beni comuni.
La Corte Costituzionale ha approvato anche un referendum sul nucleare (circa le “nuove centrali per la produzione di energia nucleare”). Due, invece, i no della Consulta: non ammissibili i quesiti sul “servizio idrico integrato: forme di gestione e procedure di affidamento in materia di risorse idriche” e sulle “norme limitatrici della gestione pubblica del servizio idrico”.
Il Forum Italiano dei movimenti per l’acqua attende, intanto, le motivazione della Consulta sulla mancata ammissione del terzo quesito, ma è già chiaro che questa decisione nulla toglie alla battaglia per la ripubblicizzazione dell’acqua e che rimane intatta la forte valenza politica dei referendum.
Per saperne di più
www.acquabenecomune.org
No related posts.





